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Italian Bijoux shines in Belgrade

Whiteboard
Published: 10.12.2015
Author:
Eugenia

Coco Chanel said: "bijoux are not made to give women wealth, but to make them beautiful." Then look a bit further east and take the case if you don’t want to miss a top selection Italian jewelery. That's right, ‘cause it will be held at the Italian Cultural Institute in Belgrade, the new exhibition entitled "Wear the Beauty. The big Italian jewelery ". Curated by Bianca Cappello, a jewelry history professor, the exhibition will open on December 10th. Over 100 jewelery, most of them unpublished, tell the story of the Italian jewelery from nineteenth century to the new millennium. An evolution of styles and meanings through forms and materials mix that descrieve the ornament evolution and visitors can see up to February 2. You can admire, among others, the sautoir with millefiori beads by Ercole Moretti, necklaces inspired by pop art by Moschino and Ugo Correani, the Bijoux Bozart, those Luciana de Reutern for Ken Scott and large pins by Donatella Pellini. And yet the creations of Giuliano Fratti, one of the most important italian bijoux maker. Funny and gorgeous Bijoux that all of us would like to own, change with the situation and pull out every day by our coffret-à-bijoux.
 

Il Bijoux italiano sbarca a Belgrado

Coco Chanel diceva: “i bijoux non sono fatti per dare alle donne un'aura di ricchezza, ma per renderle belle”. Allora guardate un po’ più a est e preparate la valigia se non volete perdere una selezione di altissima bigiotteria italiana. Proprio così, perché sarà allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura a Belgrado la mostra dal titolo “Indossare la Bellezza. La grande bigiotteria italiana”. Curata da Bianca Cappello, docente di storia e critica del gioiello, la mostra sarà inaugurata il 10 dicembre. Oltre 100 bijoux, la maggior parte dei quali inediti, raccontano la storia della bigiotteria italiana dall’Ottocento al nuovo Millennio. Una evoluzione di stili e di significati attraverso una métissage di forme e materiali che descrieve il panorama dell’ornamento e che i visitatori potranno cogliere fino al prossimo 2 febbraio. Si potranno ammirare, tra gli altri, la sautoir con perle millefiori di Ercole Moretti, i girocolli firmati Moschino e Ugo Correani, i Bijoux Bozart, quelli di Luciana de Reutern per Ken Scott e le grandi spille di Donatella Pellini erede alla terza generazione di una gloriosa stirpe di bigiottieri milanesi. E ancora in mostra le creazioni di Giuliano Fratti, uno dei più importanti bigiottieri italiani. Bijoux fantasia splendidi che tutte noi vorremmo possedere, cambiare a seconda delle occasioni ed estrarre ogni giorno dal nostro coffret-à-bijoux.
 “Mentre il gioiello parla a determinate elitè sociali ed è simbolo di status e di potere, la bigiotteria, sia quella di imitazione che fantasia, esprime il gusto di una collettività mappando orizzontalmente le varie espressioni della cultura di una società – afferma la curatrice Bianca Cappello - parlare di bigiotteria italiana significa raccontare la storia delle abitudini e dei costumi di un popolo che, costituitosi in tempi abbastanza recenti in unità nazionale, si è costantemente adoperato per evolvere la moltitudine di caratteristiche estetiche e formali delle tradizioni locali che lo compongono per creare un codice condiviso e identificativo sotto l’egida della Bellezza. Promuovere la cultura della bigiotteria italiana significa promuovere un settore che ha sempre espresso grandi potenzialità ed oggi più che mai può dare risultati interessanti, come specchio della nostra cultura se guardiamo il passato, e come stimolo per la produzione e l'economia, se guardiamo il futuro”.

Eugenia Gadaleta

 
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