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Barbara Uderzo & Joël Stein

Exhibition  /  24 Nov 2006  -  10 Feb 2007
Published: 30.01.2007
Valmore studio d'arte
Barbara Uderzo. Ring: Succulent. Wood, earth, small succulent. Barbara, UderzoRing: SucculentWood, earth, small succulent. Barbara Uderzo
Ring: Succulent
Wood, earth, small succulent


Barbara, Uderzo
Ring: Succulent
Wood, earth, small succulent

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Intro
Open-minded designer, Uderzo plays ironically with materials and non-traditional shapes for creating her jewels.


Barbara Uderzo. Alcuni gioielli dal 1993 ad oggi.

La sua operazione creativa inusuale e canzonatoria racchiude però in sé uno studio concettuale; un lavoro di ricostruzione linguistica delle categorie dell’arte e del design. Il valore di culto dell’opera d’arte è ridefinito nel valore estetico-funzionale dei suoi gioielli, che si propongono come alternativa alla maniera aulica sia dell’arte che dell’oreficeria.
In mostra potremo ammirare una selezione del suo repertorio:
“BLOB RINGS” realizzati in materiale considerato tradizionalmente povero, e quindi non adatto a gioielli in quanto “preziosi”, rielaborando plastica policroma nella quale vengono inseriti piccoli curiosi reperti che diventano così una sorta di reliquie.
“DEINOS RINGS” concepiti come forme organiche primordiali, simili ad elementi ossei fossilizzati; oggetti superleggeri, elettroformati in argento e perfettamente ergonomici che indossati acquisiscono forme astratte e fantastiche.
“SUCCULENT RINGS” piccoli vasi da indossare ospitano piante grasse alle quali dedicare un’affettuosa cura.
“CHAINS/CATENE” questi gioielli realizzati in pezzi unici o serie limitata indulgono, sia pure marginalmente, a materiali più tradizionali e a forme meno trasgressive senza per questo rinunciare ad originalità nella forma e nelle finiture.

Nel 1989 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia, consegue varie specializzazioni in design orafo e gemmologia.
Numerose sono le esposizioni tra le quali, fra le più recenti, ricordiamo:
“Candy Candle Rings” presso Galleria V&V di Vienna nel 2002, “Presenze femminili” al Lamec, Basilica Palladiana (VI) nel 2003, “Food design 3” al Lingotto Fiera di Torino, “Borsa valori” in Basilica Palladiana (VI) e “Se è grassa va messa all’indice” (Esp. Personale) presso Marijke (PD) nel 2004, “Wunderkammer” (Esp. Personale) a LeClan di Campodarsego (PD) nel 2005, “Colourful jewels” (Esp. Personale) al Pron Art&Design di Torino e “Blob rings et autres bijoux” alla Galerie Italienne di Parigi nel 2006. 


Joël Stein. Personale retrospettiva dal 1960 ad oggi.

Questa mostra retrospettiva, vuole essere un percorso attraverso tutta l’opera di Joël Stein.
Assorbito dal fervore culturale e artistico dell’ambiente parigino, l’artista porta avanti una personale ricerca che lo vede nel 1960 partecipare alla fondazione del “Groupe Motus”, a cui succederà il “Centre de Recherche d’Art Visuel”, che diventerà poi il “Groupe de Recherche d’Art Visual” (GRAV) del quale sarà uno dei più incisivi teorici.
Joël Stein scrive: "La sovrapposizione di due toni di valore uguale crea, attraverso l'alternanza della percezione di ciascuno di essi e poi l'apparizione di un terzo tono uniforme, un'instabilità che si colloca nella visione: diventando così l'occhio il motore che anima questa superficie. Questa percezione instabile altera la forma, e i colori stessi oscillano perpetuamente senza che sia possibile collocare un tono locale. A questo punto si tratta semplicemente di moltiplicare le esperienze e non di spiegarne i risultati."
Le immagini e le opere instabili di Joël Stein richiedono sempre un occhio responsabile e partecipe che attribuisca loro una forma stabile anche se momentanea e contingente, che animi il movimento virtuale che le scuote, che attualizzi alcune delle loro infinite potenziali variazioni. Solo all'interno di questa relazione interattiva si costruisce l'immagine in un rimando reciproco e incessante di stabilità, giocato fra l'occhio e la realtà visiva, fra il soggetto e l'oggetto, fra l'uomo e il mondo.
Ecco allora la necessità, come dice Stein, non tanto di spiegare i risultati ottenuti con la ricerca artistica ma di "moltiplicare le esperienze" affinché l'instabilità intrinseca del mondo si stabilizzi attraverso il nostro sguardo, la sua virtualità si attualizzi in una delle sue infinite forme attraverso noi. (Monica Bonollo)
Notevole la sua ricerca sulle “Boîtes a lumière” e sull’utilizzo del laser nella realizzazione di opere d’arte. Importante è inoltre il suo impegno nella realizzazione di effetti speciali per il cinema.

Remarks


Opening:
Friday, November 24th at 6 pm

Hourly:
Tue to Sat from 4 to 7,30 pm 
Also by appointment.
Closed from December, 25th to January, 6th, except by appointment. 

Joël Stein. : Untitled. Joël, Stein. Joël Stein
: Untitled


Joël, Stein

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